SOLINIO25 ANNI DOPO
Quando arrivai qui c’era solo un mare d’erba e un esercito di cavallette
C’era anche una casa con archi di pietra come quella apparsa in molti sogni.
Cominciammo a ricostruire le case, manualmente, con la guida di qualche persona più esperta.
Tutto ciò che facevamo era strettamente connesso alla nostra formazione.
Eravamo un gruppo di 10 persone con diversi back ground culturali e diverse attività ma tutti impegnati nella formazione psicoterapica e musicoterapica.
Il nostro training con Francesco Palmirotta prevedeva studio teorico sui testi base della psicoterapia e molta attività esperienziale.
Anche costruire o ricostruire i muri di tufo, togliere le pietre per piantare fiori e alberi, era un lavoro fortemente simbolico: stavamo riedificando noi stessi, togliendo pietre dalla nostra anima.
Il mattino ci incontravamo per una prima verifica circa il vissuto onirico e psicosomatico, la sera ci lasciavamo con l’invito reciproco alla vigilanza notturna per ricordare i sogni.
Solinio divenne il luogo di formazione per eccellenza. Pochi di noi vivevano lì abitualmente, anche perché le case non erano ancora sufficienti per tutti, per lo più arrivavamo dalle nostre residenze abituali e dal nostro lavoro, per i fine settimana o altri periodi infrasettimanali, in relazione alla nostra disponibilità di tempo.
Nacque così la pratica della Psicoterapia Residenziale Ecosistemica attuata inizialmente come training di formazione per psicoterapeuti e musicoterapeuti. Dopo un primo periodo di autoformazione il gruppo cominciò a rivolgere la propria attività alla cura di svariate patologie psichiche e psicosomatiche.